COMUNICATO STAMPA
RIPRENDENDO
Dal nostro comunicato del 18 aprile c.a. non abbiamo
avuto risposte dal sindaco Frapporti in particolare su:
- L’avvio della trattativa
Comune – Cementirossi per il passaggio della centralina di controllo
qualità dell’aria dall’azienda produttrice di inquinamento al Comune.
- L’aggiornamento della
strumentazione per poter rilevare non l’attuale e generico
“particolato” (polvere) ma le PM10 e PM2,5 (polveri
sottili) causa di gravi problemi sanitari (dalle allergie respiratorie,
asma per finire ai tumori). Attualmente si rileva solo il primo dato (il
particolato) che non serve assolutamente a nulla. Un attenzione costante
alla salute pubblica non può trascurare l’aggiornamento di tale sistema
di rilevamento.
Vale la pena ribadire
che la centralina di rilevamento è stata una conquista sociale e politica
della cittadinanza ed è lì solo per un motivo la presenza del cementificio.
Attendiamo fiduciosi, come
promesso, di vedere in internet i dati in tempo reale della
centralina di Fumane rilevati dall’Arpav come annunciato., in modo che
possano essere consultati da tutti.
SOLLECITANDO
Chiediamo con forza agli
amministratori pubblici di non agevolare inconsapevolmente gli affari
della cementeria che distrugge il territorio (Purano irriconoscibile, strada
del vino fantasma) e inquina l’aria, ma che difendano, sempre e
comunque, come è loro dovere, la bellezza del territorio e la salute dei
cittadini (in altre occasioni, per la verità, sia a Marano che a Fumane
gli amministratori hanno dimostrato coerenza – di cui vanno giustamente
orgogliosi - e senso di responsabilità come la presa di posizione contro
l’ipotesi del “passante a nord”, il controllo dell’edificabilità, la
raccolta differenziata ecc.). Per questo confidiamo che non continuino a
vedere chi solleva questioni e problemi reali come loro nemico.
Denunciamo con forza qualunque tentativo, in atto da anni, di edulcorare
l’immagine del Cementificio. Le Cementerie inquinano pesantemente
l’aria. Sono le industrie che più di ogni altra hanno problemi con il
rispetto del protocollo di Kyoto che prevede sensibili riduzioni di
inquinanti nell’atmosfera.
Il tentativo di mascherare i problemi prodotti dalla presenza della
Cementirossi è assolutamente irresponsabile e al di fuori del dibattito che
si è aperto sul futuro della Valpolicella stessa.
La presenza della Cementirossi in Valpolicella deve essere posta come una
delle questioni centrali di tale dibattito.
Siamo quindi non solo a chiedere risposte a quanto già richiesto sulla
questione dell’inquinamneto vogliamo rilanciare.
RILANCIANDO
RIFIUTI DA BRUCIARE
E’
noto che le cementerie sono vere e propri inceneritori mascherati,
avendo la possibilità di utilizzare un ampia varietà di combustibile
e di bruciare vari tipi di rifiuti (per Fumane l’esempio più evidente è
stato quello delle farine animali).
Ci si chiede ci sarà qualche amministratore pubblico che si farà
carico di dare trasparenza sui combustibili utilizzati e sui
rifiuti bruciati da parte della Cementificio.
PISCINE E CIMINIERE
Ma da
ultimo vogliamo lanciare ai cittadini agli amministratori e responsabili
della sanità pubblica una riflessione preoccupata su un aspetto venduto e
percepito da tutti come qualcosa di estremamente piacevole, gradevole relax
a portata di mano: il Centro sportivo CEMENTIROSSI di Via Progni 48
e le sue piscine.
E’ noto che per la particolare e disgraziata collocazione della
Cementeria, l’imbocco della Valle dei Progni (via Progni 42), le correnti
d’aria durante il giorno spingono verso nord, verso la montagna. Portano
quindi le polveri dell’industria, che ci sono e in modo rilevante, verso
Molina e proprio da quella parte, quasi all’ombra delle ciminiere,
sono situati gli impianti sportivi.
Dal 29 maggio saranno aperti gli impianti esterni e verranno
organizzate iniziative specifiche per i bambini proprio all’esterno, che
per sua natura tali attività prevedono lunghe permanenze nel centro
sportive durante le ore diurne. Il tutto ad appena un centinaio di metri
dal produttore di inquinamento.
Se non
fosse intervenuto un vero e proprio effetto di assuefazione
sarebbe del tutto evidente chiedersi come sia possibile tale
coabitazione.
Auspichiamo che
cresca sempre più una coscienza popolare e politica sulla incompatibilità
del Cementificio con il territorio della Valpolicella, le sue produzioni e
il suo sviluppo.
L’Associazione
Valpolicella 2000
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