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LEGAMBIENTE VERONA |

ASSOCIAZIONE VALPOLICELLA 2000
www.valpolicella2000.it |
CONFERENZA STAMPA
Lunedì 7
marzo 2011 ore 11,30
Presso la sede di
Legambiente Verona
VIA BERTONI 4 VERONA
TAR
VENETO:
CEMENTIROSSI E IL PAESAGGIO VIOLATO
TRA
SILENZI, OMISSIONI, RIFIUTI E INQUINAMENTO DELL’ARIA
La
sentenza del 1 marzo rappresenta un momento storico per la Valpolicella.
Così
infatti è stata colta in valle.
Centinaia e centinaia tra mail, telefonate, SMS sono giunte non solo ai
promotori del ricorso ma anche ad altre realtà impegnate a promuovere il
territorio oltre che dal mondo produttivo vitivinicolo. Una sorta di tam
tam che grazie alla rete a varcato i confini veronesi.
Una
sentenza storica che ha riconosciuto le associazioni e i comitati sono
soggetti pienamente legittimati e radicati sul territorio tali da
promuovere ricorsi per tutelare e promuovere il territorio. Ma anche
singoli cittadini che hanno avuto il coraggio di esporsi e fronteggiare
un colosso per difendere la loro salute e le loro attività.
Il
collegio ha evidenziato : “una palese incongruità tra le risultanze
istruttorie e la determinazione finale”.
Il Tar
infatti ha messo in luce come già le amministrazioni pubbliche avessero
messo a nudo i numerosi aspetti critici dei progetti proposti da
Cementirossi.
In
sostanza i motivi per negare le varie autorizzazioni richieste da
Cementirossi erano ampiamente contenuti nelle istruttorie di Comuni e
dalla Provincia
Il
Tar ricorda infatti:
-
i
Comuni di Marano di Valpolicella e di Fumane hanno evidenziato, in
sede di partecipazione al procedimento, il valore del paesaggio
rurale e vitivinicolo della Valpolicella, il valore storico
del locale santuario di Santa Maria Valverde, gli scavi
archeologici finalizzati alla ricerca del vicino tempio di Minerva e
del castello Scaligero nonché i rilevantissimi elementi di
criticità paesaggistica (che sarebbero rinvenibili da tutti i
siti di osservazione) causati dalla nuova torre del forno a cicloni.
-
In
particolare viene fra l'altro rilevato che "un elemento industriale
come la torre, nella configurazione di progetto, appare
alterare in maniera irrimediabile il panorama e con esso anche il
significato popolare di quel luogo "
-
il
manufatto, unico nel suo genere, senza esempi analoghi in tutta la
provincia di Verona, appare non conforme alle caratteristiche
architettoniche degli interventi antropici realizzati in
Valpolicella. Esso infatti non realizza l'auspicata fusione
dell'opera della natura con quella dell'uomo
e a
riguardo dell’istruttoria della Provincia ricorda che la stessa metteva
in evidenza che :
-
la
principale fonte di pressione è rappresentata dalla nuova torre di
cicloni di altezza pari a 103 m e delle infrastrutture ad essa
correlate che, nonostante le migliorie nel nuovo progetto,
risulterebbero altamente impattanti dal punto di vista
paesaggistico"
-
in
relazione alla tematica della viabilità… comporterebbe un
peggioramento della attuale situazione, anche in materia di
sicurezza.
“Eppure
a fronte degli evidenti profili di criticità i due comune poi, in modo
apodittico, esprimono parere favorevole” come pure la Provincia in “in
difetto di ogni motivazione in ordine alle ragioni riteneva comunque di
superare tali profili di criticità”
E’
evidente che viene da chiedersi del perché non ci sia stata
consequenzialità esprimendo parere negativo ai progetti.
Il
paesaggio finalmente diviene quell’elemento costituzionalmente garantito
(art.9 costituzione italiana. “La repubblica tutela il paesaggio”) e
discriminante per valutazione degli impatti.
Per la
Valpolicella e la sua economia un elemento chiave e di ulteriore presa
di coscienza.
Attenuanti per il Comune di Fumane e di Marano: non si siano costituite
in giudizio contro il ricorso proposto a differenza di quanto invece ha
fatto la Provincia.
Si
auspica che davanti a una sentenza così chiara la stessa non si attivi a
ricorrere al Consiglio di Stato. Sarebbe un messaggio politico
estremamente grave.
La
sentenza è invito per un diverso sguardo sia al passato che al futuro.
Il
passato parla di discariche, inquinamenti di acqua, aria e suolo e di
silenzi.
Per
il futuro non è più possibile accettare al tipo di atteggiamento
omertosi.
Per
quanto riguarda la cementeria è evidente che un impianto come quello
attuale, dichiarato obsoleto dalla stessa proprietà, tanto da
richiederne un ammodernamento non è possibile accettare inserimenti
di rifiuti che andrebbero ad aggravare la situazione di impatto
dell’Azienda sul territorio. Su questo il TAR è stato categorico.
Per
l’Ammodernamento lo stop è stato chiaro e l’avevano già dato le
amministrazioni pubbliche: è incompatibile con la Valpolicella.
L’azienda con questa sentenza non chiude ma deve rivedere completamente
i suoi progetti di permanenza e soprattutto prendere coscienza di dove è
e come da anni chiedono le associazioni mettere in campo il piano B: se
non può rilanciare la produzione se non può scavare a Marezzane cosa
intende fare, con quali percorsi, con un occhio di riguardo
all’occupazione?
Prossimo obiettivo salvare completamente
Marezzane, anche qui
è chiaramente questione di consequenzialità, ma è necessario vigilare e
continuare la mobilitazione popolare.
Per
questo immediatamente altri prossimi appuntamenti
il 26 marzo ore 21
presso il teatro di San Pietro in Cariano:
Artisti per Marezzane
MAGGIO . MAREZZANE NON
SI TOCCA – festa di primavera
Come
l’acqua, anche la Valpolicella è un bene comune
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