martedì 07 ottobre 2008 altro pag. 28

Tutto è cominciato con la Cementi Verona, ma dal 1994 a Fumane opera la CementiRossi

Un equilibrio difficile
e una sfida tecnologica


Il cementificio inizia l’attività di produzione e vendita di leganti idraulici nel 1962: in quegli anni la strada provinciale non aveva case ai lati, quindi la scelta di posizionarsi alle spalle di Fumane, come segnalava anche il sindaco di allora Angelo Frapporti, era stata ritenuta ideale per ridurne la visibilità.
Successivamente lo stabilimento si sviluppa sia con la costruzione, nel 1972, di una seconda linea di cottura sia in seguito a un piano di interventi di ristrutturazione. La filosofia è quella di ammodernare gli impianti, cercando di limitare l’impatto sull’ambiente. Un equilibrio difficile, visto che il cementificio è sempre nell’occhio del ciclone. Negli anni ’70, in concomitanza con una generale crescita del paese, cresce anche il cementificio: viene aggiunto un nuovo mulino e, visto il costo del petrolio, si arriva nei primi anni ’80 all’introduzione del carbone come combustibile e all’installazione di elettrofiltri di nuova concezione, più volte sollecitati dalla cittadinanza.
Si raggiungono così standard produttivi tali da permettere al cemento prodotto di essere venduto in un raggio di circa 150 chilometri. In loco l’impulso all’occupazione è significativo, considerando che il cementificio opera in un contesto con una popolazione relativamente limitata. Ai cento dipendenti della cementeria infatti si aggiunge un indotto di altre centocinquanta unità, senza considerare le ricadute indirette costituite da servizi di accoglienza, ristorazione.
Nel 1994 alla Cementi Verona subentra la CementiRossi di Piacenza, azienda nata a cavallo tra il XIX e XX secolo per iniziativa di Giovanni Rossi che, partendo da una piccola fornace di proprietà del padre, era riuscito in pochi anni a quintuplicare l’impianto ponendo le basi per il futuro sviluppo dell’impresa, che nel 1932 sarebbe diventata Industria Cementi Giovanni Rossi.
La società ha realizzato nel tempo cospicui investimenti, puntando sulle nuove tecnologie. Una linea, questa, che ha spinto l’azienda allo sviluppo di metodologie produttive il più possibile in armonia con il territorio, considerando comunque che si tratta pur sempre di un impianto industriale. Un impegno che è stato anche premiato con la certificazione ambientale Iso 14001.
CementiRossi, che è oggi una realtà produttiva di rilievo nel mercato nazionale, si articola in quattro stabilimenti dislocati nelle aree primarie del Nord Italia: oltre al cementificio principale di Piacenza, dove ha sede anche un importante centro di ricerca, e a quello di Fumane, ci sono gli impianti di Pederobba (Treviso) e Ozzano Monferrato (Alessandria).
«Sviluppo in simbiosi con il territorio», è l’impegno dell’ingegner Pierandrea Fiorentini, responsabile dei servizi ambientali di CementiRossi. «Per far questo è importante investire in tutte le tecniche produttive e di ripristino ambientale. Per l’azienda significa accollarsi investimenti molto sostanziosi dei quali spesso non si parla. I monitoraggi ambientali ci dicono che abbiamo scelto una strada impegnativa ma giusta, quindi continueremo a lavorare in questa direzione. L’azienda ha presentato un piano per l’ammodernamento tecnologico della linea di cottura in modo da ridurre ancora di più le emissioni e i consumi energetici», continua Fiorentini. «Inoltre la nuova tecnologia consentirà di riutilizzare gli scarti della lavorazione della pietra e le potature dei tralci delle viti».G.G.