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Ho letto attentamente la sua lettera del 5 u.s. e il pieghevole
allegato, nel quale Cementi Rossi celebra sé stessa e i suoi programmi
Mi vedo costretto a rettificare alcuni "dati oggettivi" e alcuni "fatti
oggettivi".
Il nuovo impianto in progetto non ridurrà le emissioni di ossido di
azoto, rispetto a quello attuale. Infatti nel progetto di ammodernamento
a pag.39 si è attribuita erroneamente alle emissioni dei due forni,
attualmente in esercizio, la concentrazione limite di 1650 mg/m3 di
ossido di azoto, invece di 1200 mg/m3 prevista nella Determinazione
Dirigenziale della Provincia di Verona n.6859/06 del 11/12/06. Inserendo
il dato corretto le quantità annue diventano eguali nei due casi, cioè
2527 tonnellate.
Le emissioni di polveri richiedono un ragionamento più articolato.
Fumane è gravemente inquinata dalle polveri, in particolare dalle PM10.
Ogni anno viene largamente superato il numero dei giorni che la legge
concede per il superamento di 50 μg/m3.
Come si desume dalla relazione presentata dall'ARPAV nel giugno 2008 il
cementificio è la fonte prevalente delle polveri che inquinano l'abitato
di Fumane. I dati e le analisi riguardano il triennio 2004-2007, ma,
poiché la situazione non è cambiata, essi sono verosimilmente validi
anche oggi.
ARPAV ha valutato un'emissione annua di 111 tonnellate di polveri
totali, pari a 333 Kg al giorno per i 333 giorni di attività
dell'attuale impianto. La vostra documentazione prevede per il nuovo
impianto una emissione annua di 99 tonnellate di polveri totali, pari a
307 Kg. al giorno per i 322 giorni di attività. Dunque la riduzione di
emissione di polveri totali prevista per il nuovo impianto in progetto,
rispetto all'attuale, è circa dello 8% per ogni giorno di attività.
La medesima riduzione si verificherà nelle PM10 emesse dal nuovo
impianto in progetto rispetto all'attuale, e sarà parzialmente
vanificata dalle emissioni del concomitante aumento del traffico di
mezzi pesanti. Stiamo, cioè, parlando di una riduzione di inquinamento
minima e da verificare, a fronte della situazione dell'aria di Fumane,
molto allarmante. Quanto ai consumi di energia, i vostri documenti
prevedono un incremento dello 1% nel consumo di energia termica totale e
dello 0,1% dell'energia elettrica totale: aumenti minimi,ma di segno
opposto a quelli indicati nel pieghevole.
Al cittadino di Fumane non interessa la riduzione dei consumi per
tonnellata di clinker (che interessa solo agli azionisti di Cementi
Rossi), ma piuttosto il consumo delle risorse globali. Sotto
quest'ultimo aspetto l'unico dato positivo per gli abitanti riguarda la
prevista riduzione del consumo idrico.
Veniamo ai "fatti oggettivi". Il nuovo impianto in progetto avrà la
possibilità tecnologica di usare come combustibile una grande varietà di
rifiuti industriali e civili in alternativa ai combustibili
tradizionali.
"Le principali tipologie di combustibili alternativi utilizzati nei
forni da cemento in Europa e USA sono rappresentati da oli esausti ed
emulsioni oleose, solventi organici, pitture, vernici,colle e similari,CDR
(combustibile derivato da rifiuti), plastiche e resine non clorurate,
pneumatici, gomme, farine animali…"
Ho citato un passo della relazione inviata al Comune di Fumane dal
responsabile dell'ARPA di Piacenza nel 2008.
L'azienda oggi non ha l'autorizzazione a utilizzare combustibili
alternativi,ma crearsi una possibilità vuol dire prima o poi sfruttarla,
sarà sufficiente un' emergenza nazionale sul fronte dei rifiuti (è già
accaduto in passato con le farine animali di cui nel cementificio di
Fumane sono stati inceneriti ingenti quantitativi); senza contare la
costante necessità dell'azienda di contenere i costi di produzione del
cemento. Utilizzare combustibili alternativi significa realizzare enormi
risparmi, anzi ancor più significa avere ingenti introiti al posto di
ingenti spese: in altri termini un affare colossale. Ciò che oggi non è
possibile per mancanza di autorizzazioni potrà esserlo domani, perché
gli azionisti di Cementi Rossi, saranno aperti al dialogo e anche
trasparenti, ma non sono certamente sprovveduti e utilizzeranno tutto il
loro potere per salvaguardare i loro utili e anzi per realizzarne di
maggiori, in altri termini, non rinunceranno a fare il loro mestiere.
Certamente il progettato nuovo impianto non sarà un inceneritore, ma
potrà essere un coinceneritore: "un impianto la cui funzione principale
consiste nella produzione di energia o di , materiali, che utilizza
regolarmente o in via aggiuntiva rifiuti come combustibili, in cui i
rifiuti sono sottoposti a un trattamento termico a fini di smaltimento."
Ho citato una definizione contenuta in una norma della Comunità Europea.
Dunque il nuovo impianto in progetto avrà la possibilità di incenerire
rifiuti. Le farfalle staranno sempre più lontane dal cemento! (Anche
adesso non se ne vedono molte.)
Il cementificio di Fumane sta già utilizzando rifiuti industriali
(quelli che nel pieghevole sono diplomaticamente chiamati "scarti"), nel
processo di produzione, in sostituzione di materie prime naturali. Essi
sono costituiti per lo più da ceneri pesanti, che, in sostituzione della
marna, vengono portate a 1400 °C e partecipano alla formazione del
clinker.
Le ceneri pesanti sono ciò che rimane dopo l'incenerimento dei rifiuti
civili: qualcuno le ha felicemente definite "il rifiuto dei rifiuti".
A proposito di "attenzione al territorio e all'ambiente", e
"all'eccellenza nelle opere di ripristino ambientale" non voglio entrare
nel merito del progetto della demolizione della collina di Marezzane,
nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, con la costruzione di una
strada di accesso al cantiere larga 16 metri,che, se realizzato, sarebbe
rovinoso per il territorio, l'ambiente e il paesaggio della bellissima
Valle dei Progni.
La fondazione di un cementificio a Fumane ha contribuito a risolvere un
problema sociale 50 anni fa, quando la situazione socio-economica di
Fumane e della Valpolicella erano ben diverse da oggi.
Oggi la Valpolicella è diventata famosa nel mondo grazie al suo prodotto
di eccellenza, il vino. Con il vino non si vendono solo sapori o
profumi, ma si vende un'immagine: le ville storiche e le pievi romaniche
di inimitabile bellezza, i paesaggi stupendi di boschi e oliveti, la
terra impreziosita dal vicino lago di Garda e dai monti che la coronano.
E' stata avviata la strada del vino, si sta avviando un turismo di buon
livello.
Questo è il presente e il futuro della Valpolicella! La rifondazione
oggi del cementificio nell'abitato di Fumane, nel cuore della
Valpolicella classica, con nuove mastodontiche strutture industriali,
che deturperanno irrimediabilmente il paesaggio, con un imponente flusso
di automezzi industriali che attraverseranno ogni giorno l'abitato, con
un inevitabile inquinamento dell'ambiente circostante, conferiranno al
paese l'immagine di un polo industriale lontana le mille miglia
dall'immagine per cui è rinomato e vagheggiato nel mondo.
Oggi questa rifondazione è incompatibile con gli interessi profondi
attuali e futuri della Valpolicella e potrebbe determinarne la rovina
irrimediabile, con perdita di innumerevoli posti di lavoro. Se Cementi
Rossi è attenta e sensibile ai problemi del territorio, allora deve per
prima capire che è necessario programmare in luogo più consono la
costruzione dei nuovi impianti.
Del resto non mi sembra saggio né conveniente per Cementi Rossi
insistere nel voler realizzare progetti che la porterebbero a collidere
con gli interessi di molta parte della popolazione e degli altri
operatori economici della Valpolicella, e quindi a lavorare in un
ambiente ostile.
Quanto all'esistente cementificio, nel 2025 scadrà la concessione
mineraria che permette a Cementi Rossi di estrarre la marna che lo
alimenta: mi sembrerebbe ragionevole programmarne la dismissione entro
tale data, limitandone nel frattempo le emissioni (soprattutto quella
delle polveri).
Ci sarà tutto il tempo, direi non meno di un decennio, per risolvere con
calma e lungimiranza i problemi della proprietà e di coloro che oggi
lavorano per il cementificio di Fumane.Ci sarà allora anche tutto il
tempo per unire le energie di tutti gli uomini di buon senso, che amano
questo paese, per studiare una riconversione dell'area del cementificio
in un'attività che, pur essendo remunerativa, preservi la salute e il
benessere di tutti i cittadini della Valpolicella e sia in assoluta
armonia con questa terra straordinaria e irripetibile
Ing. Maurizio Chierighini
Fumane |