Marezzane non si tocca

DOMENICA 8 OTTOBRE 2006

IN MARCIA PER SALVARE “L’OASI”
 

 

ADERISCONO

LOCANDINA

 

Una marcia creativa, pacifica, attenta e forte, per dire basta alla distruzione del territorio e affermare un sì pieno alla sua valorizzazione.
Un appello a tutti abitanti della Valpolicella, ai suoi frequentatori e amanti, produttori e buongustai del vino, camminatori e ciclisti, italiani e stranieri, associazioni, gruppi e singoli  per salvare Marezzane.

 

NON MANDIAMO IN POLVERE IL NOSTRO FUTURO.
DIFENDIAMO CON DECISIONE L’OASI DI MAREZZANE.

 

PROGRAMMA

 

ore 9.30
RITROVO
a Malga Biancari in loc. Girotto nel comune di Marano di Valpolicella e PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA

ore 10.00
PARTENZA DELLA "MARCIA".
Non si tratta di una competizione sportiva e il circuito dura 1,30/2,00 ore, non presenta particolari difficoltà e ha dislivelli minimi.

All'arrivo possibilità di assaggiare e acquistare prodotti locali e degustare "gnocchi di malga" in un pic-nic sui prati.

ore 13.00
INTERVENTI: "Facciamo il punto su Marezzane"

Il pomeriggio continua insieme...
con ciò che i partecipanti vorranno proporre: cultura, attività ricreative, gastronomia, brevi escursioni...

E MUSICA DAL VIVO.

 

Per adesioni segnalare a:

marciamarezzane@gmail.com - 340 07 00 485

 

Come raggiungere la manifestazione:
Arrivare a
Marano di Valpolicella, proseguire per San Rocco e seguire le segnalazioni sul posto.

VEDI MAPPA

La marcia si terrà con qualunque tempo.

 

 

Dagli anni ’60 si scava nella Valle dei Progni tra i comuni di Fumane e Marano per produrre cemento. Contrastato a livello popolare fin dal suo nascere il progetto ha potuto essere realizzato grazie alla congiuntura economica del periodo a condizione che fossero ignorati tutti gli enormi problemi di impatto che tale realtà comportava sia per l’inquinamento della fabbrica sia per la distruzione di intere zone della Valpolicella. 50 anni di scavi hanno cancellato fisicamente e dalla memoria collettiva una ampia fetta di tale territorio.  
La presenza oggi del cementificio non è più compatibile con lo sviluppo economico della Valpolicella, strettamente collegato con la cura del suo meraviglioso territorio.
La collina di
Marezzane, collocata nel cuore della Valle dei Progni, all’interno del
Parco Naturale Regionale della Lessinia, un tutt'uno con il Sito di Interesse Comunitario (SIC) di Molina, rappresenta  il punto di congiunzione tra la Lessinia e la Valpolicella.
Per ora non si scava ma su di essa incombe una concessione mineraria che scade nel 2025.

Da Marezzane, punto panoramico straordinario, si colgono tutte le contraddizioni di quel territorio. Guardando a valle si possono intravedere gli scavi e il Cementificio. A monte, in una corona magnifica di montagne e vaj, ecco il monte Loffa lacerato dalle “regolari” escavazioni selvagge.
Ai piedi di Marezzane è situato l’importante sito archeologico della
grotta Solinas (Fumane), davanti c’è il Pastello  e tutto attorno verde, vaj, “senge”, fiori, alberi, marogne.
Marezzane è un luogo meraviglioso in cui la presenza dell’uomo, sedimentata fin dalla preistoria, convive nel rispetto reciproco con la natura.
Marezzane oasi botanica, concentrato di biodiversità e di habitat, caratterizzato da una moltiplicità di  microclimi, percorso da memorie abitative come la corte settecentesca di Marezzane, e gli stupendi e caratteristici fabbricati di Mazzarino di sopra e di sotto.

Marezzane diventa luogo reale dove si può decidere il futuro della Valpolicella e della Lessinia.

Permettere che gli scavi cancellino Marezzane vuol dire non solo eliminare un microcosmo unico, ma anche sconvolgere per intero la Valle dei Progni, decidere un futuro non sostenibile di quei territori e minare il Parco Naturale Regionale della Lessinia.

ASSOCIAZIONE VALPOLICELLA 2000     -      LEGAMBIENTE Verona
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