MAREZZANE NON SI TOCCA
COMUNICATO STAMPA
LA REPUBBLICA TUTELA IL PAESAGGIO E IL PATRIMONIO STORICO DELLA NAZIONE
UN GIORNO STORICO PER LA VALPOLICELLA
Finisce un’epoca iniziata 50 anni fa e se ne apre una nuova per il
futuro del territorio.
Il negativo parere vincolante della Soprintendenza ai beni
architettonici e paesaggistici di Verona sul progetto di escavazione
della collina di Marezzane mette indiscutibilmente in primo piano il
valore del paesaggio quale elemento imprescindibile per autorizzare
attività che contrastano con esso.
Un no chiaro, approfondito, motivato, invalicabile: “Non sussistono le
condizioni per poter esprimere parere favorevole”.
In primo luogo perché Marezzane è area di “altissimo pregio e interesse
paesaggistico… costituisce un contesto ambientale nel quale è ancora
riconoscibile una elevata integrità e seminaturalità” zona collinare in
cui la valpolicella si fonde a nord con i monti lessini…”.
Poi, entrando dettagliatamente ad esaminare il progetto di escavazione,
scrive che l’intervento “…comporterà la creazione di un nuovo scenario
che non appare compatibile rispetto ai principi di conservazione dei
valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo e dai livelli di tutela
operanti… L’esame del progetto dimostra chiaramente l’esito negativo
della verifica della compatibilità paesaggistica dell’opera, poiché
viene meno la capacità intrinseca del paesaggio di assorbire le nuove
modificazionisenza che il medesimo subisca di deterioramento funzionale
e scenico”.
Anche se inconsueto per un comunicato stampa vale la pena riportare
alcuni stralci :
“... il paesaggio originario scomparirà, venendosi a creare un nuovo
assetto che comporterà l’appiattimento e la semplificazione morfologica
della collina di Marezzane… “.
“… Non può altresì essere valutata favorevolmente la demolizione della
corte rurale risalente al ‘700 ubicata sulla sommità del rilievo, … in
precarie condizioni a causa dell’assenza di interventi manutentivi da
parte della proprietaria Industria Cementi Giovanni Rossi S.P.A.”.
“… La realizzazione dell’ampia strada a mezza costa … le sue eccessive
dimensioni e la sua conformazione non trovano alcun riferimento
nell’ambito collinare e pedemontano…”.
“ … l’area di intervento ricade in gran parte nell’area tutelata dal
Parco Naturale Regionale della Lessinia ... per perseguire… la
protezione del suolo, … la valorizzazione dell’ambiente naturale, … la
salvaguardia delle specifiche particolarità antropologiche,
geomorfologoche….”.
La Soprintendenza non cade nemmeno nel tranello del ricatto proposto
dall’azienda e sbandierato dai consenzienti amministratori locali: se
non sarà possibile scavare a Marezzane riaprirà il cantiere di Barbiaghe
a ridosso dell’abitato di Purano. La Soprintendenza risponde che
l’enormità dell’intervento di Marezzane non è paragonabile a quanto
verrebbe scavato o risparmiato a Barbiaghe; inoltre l’autorizzazione
paesaggistica per eventuale scavo a Barbiaghe è scaduta e che comunque
non è oggetto della richiesta su cui era chiamata ad esprimersi.
Aggiungiamo noi che il motivo per cui gli scavi sono stati sospesi sotto
l’abitato di Purano non sono legati alla bontà riparatrice della Cementi
Rossi o alla mediazioni di Amministrazioni che tentano di accreditarsi
come salvatori. Il cantiere di Barbiaghe è stato sospeso, anche se più
comodo da scavare perché più vicino agli impianti industriali, perché
gli scavi andrebbero a compromettere la stabilità dell’abitato che sorge
su una paleofrana, circostanza ben evidenziate nella cartografia
comunale ma che solo grazie al lavoro delle associazioni e comitati è
stata evidenziata, dato che l’azienda aveva ignorato del tutto la
circostanza omettendo di riportare tale situazione delicata. Quindi è
probabile che gli scavi a Barbiaghe non potranno mai riprendere.
L’esemplarità del parere della Sovrintendenza diventa completa quando
inserisce tra le motivazioni la negatività del presentare in maniera
frammentata gli interventi - escavazione a Marezzane, ammodernamento
dell’impianto e viabilità dell’area- in quanto gli effetti si sommano.
Anticipando sostanzialmente un giudizio negativo anche sul progetto di
ampliamento scrive “ … L’industria Cementi Giovanni Rossi… avrebbe
dovuto… consentire di avere il quadro completo degli interventi (cioè
anche) … l’ammodernamento e ampliamento della cementeria di Fumane, e la
realizzazione della nuova tangenziale ovest… che sono da considerarsi
funzionali gli uni agli altri e pertanto, necessariamente, tali da dover
essere valutati unitariamente sotto il profilo dell’impatto
paesaggistico...”.
Dopo la sentenza del Tar del marzo scorso, in cui ancora una volta solo
grazie all’intervento delle associazioni e dei comitati di cittadini
sono state annullate le autorizzazioni al progetto di rilancio
industriale e all’impiego massiccio di rifiuti richiesti da Cementirossi,
è stato definitivamente sancito che non c’è più futuro per questa
progettualità.
E un giorno storico. Un giorno in cui tutta la Valpolicella può
festeggiare, una grande occasione per tutti i suoi abitanti per prendere
coscienza dell’inestimabile valore che rappresenta quel territorio.
La tutela del paesaggio sancita nell’articolo 9 della Costituzione
Italiana, dalla Convenzione Europea sul Paesaggio e dal Codice per i
Beni Culturali (42/04) oggi hanno trovato la sua concretizzazione.
La Valpolicella incarna quel “bene comune” da tutelare, quel bene
primario e imprescindibile da cui far partire tutte le politiche del
territorio.
E’ un giorno a cui si arriva non per caso.
Le associazioni e comitati sono da 13 anni impegnate a contrastare i
progetti di espansione mineraria. Da anni evidenziano l’incompatibilità
di uno sviluppo industriale che coniuga distruzione del territorio,
impiego massiccio di rifiuti ed il rilancio invasivo industriale.
Un risultato che è stato possibile grazie al sostegno di migliaia di
cittadini che hanno firmato appelli, presenziando le molte iniziative e
non facendo mai mancare la loro solidarietà.
E’ inoltre una vittoria per tutto il mondo associativo e dei comitati
che a decine hanno creato una rete di reciproco sostegno che mai è
venuta meno.
Infine una vittoria per quei professionisti che si sono esposti con le
loro capacità e disponibilità (avvocati, giornalisti, architetti,
geologi, tecnici forestali ecc.) per sostenere questa battaglia.
E’ una vittoria che da speranza, non solo al futuro della Valpolicella.
Ma dove sono gli Amministratori Pubblici di questo territorio? Purtroppo
è percezione diffusa che le PA continuino a non rendersi conto che
questo territorio si chiama Valpolicella, che tutto il mondo ci invidia.
Purtroppo è altrettanto palese che lo stesso territorio e il suolo siano
solamente occasione per fare cassa, merce di scambio da utilizzare quale
cespite per coprire buchi di bilancio.
E’ ora di un ricambio totale. Un ricambio di cultura soprattutto.
Va dato merito agli amministratori del Parco Naturale Regionale della
Lessinia che in questi anni si sono opposti con forza alle pressioni
esterne mantenendo fede al loro mandato di difesa e tutela del Parco.
E’ un gran giorno. Per tutti Marezzane non si tocca. La Valpolicella e i
suoi abitanti ed estimatori possono scrivere da oggi una nuova storia.
Verona 15 dicembre 2011
Legambiente Verona
Comitato Fumane Futura
Valpolicella 2000
www.larena.it/stories/dalla_home/315941_la_soprintendenza_salva_marezzane/
www.gruppoidvregioneveneto.it/wordpress/ambienteverona-franchetto-miniera-marezzane-dopo-il-no-della-soprintendenza-che-fa-la-regione.html
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